NON SI SCENDE DALLA CROCE?

Questa è una frase eccellente per lo stupidario cristiano! È una raccolta infinita!

Ma chi l’ha detto?  Un tale Gesù di Nazaret? No di certo. A lui posso attribuire parole come:

“sono venuto perché abbiano una vita, e l’abbiano in abbondanza(= vita piena e felice).

Se si dice che Cristo è morto sulla croce per noi è perché non ci finisca io su quella croce, se no a che è servito.

Il problema che c’è dietro è una spiritualità medievale della serie “facciamoci del male”. Come se Dio (non il Padre) godesse se tu soffri, se fai delle penitenze ,“fioretti”, se gradisse mortificazioni e rinunce, come il non mangiare la carne in certi tempi (ma le aragoste vanno bene). Mi dispiace, ma non è la mia religione….

No comment sulle dimissioni del papa….però…

Se sfoglio i giornali o le televisioni che immagine di Chiesa viene fuori? Qualcuno ha sentito un qualche riferimento ai vangeli?  Solo un immaginario medievale di trionfalismo, potere, intrallazzi, che in confronto l’epoca di Alessandro VI erano rose e fiori.

Forse non c’è più nessun rapporto tra le Chiese di oggi e  il vangelo di Gesù, tra l’universalità del massaggio di amore e misericordia  e  il nostro tempo in cui i cattolici(=Universali) difendono privilegi, princìpi non negoziabili,  poteri sacri, …. Mah!.

 

Pace e bene. Siate felici.

(Intanto oggi hanno nominato capo della Banca Vaticana (Istituto per le Opere di Religione!!!   Uno che fabbrica navi da guerra.   E vvai!!!…

toio

Il villaggio

PROGETTO “ELIM”

La traccia di questo progetto aiuterà a far sorgere un sogno solo se gli Amici che lo comprendono e lo sostengono decideranno di camminare verso questa realtà. Realtà che mette in luce alcuni pilastri dell’esistenza naturale che tanti cercano, quindi, non tanto per gli intellettuali, quanto per i mansueti e i poveri per scelta.

Il “VILLAGGIO” é il modo migliore per vivere in armonia con la natura ed é una proposta rivolta a ciascuno per salvaguardare soprattutto la libertà e la realizzazione dell’individuo.

Le caratteristiche di questo stile di vita sono state comuni per migliaia di anni a quasi tutte le civiltà e popoli, si pensi ad esempio agli indiani d’america prima dell’avvento disgregante della civiltà europea.

Il villaggio nasce dall’aggregazione di nuclei di persone(famiglie e no) che decidono di vivere in un dato posto; ad ognuno viene offerto la giusta parte di vita privata all’interno della propria abitazione e momenti di vita sociale dati dal lavoro insieme per garantire il sostentamento.

L’aiuto reciproco, il clima di accoglienza verso altre famiglie e verso persone in difficoltà, esterne al centro abitativo comunitario, il possibile ruolo di un polo di aggregazione culturale pubblica per i giovani e per altre iniziative, in una area non ricca di strutture di questo tipo, l’espressione della propria cultura attraverso momenti di convivialità: feste, occasioni che segnano la vita del singolo…rappresentano l’obiettivo allo scopo di costruire non solo un nuovo modo di vivere insieme ad altri ma quella spiritualità che sembra ormai persa.

L’esempio di vita apparentemente semplice e umile diviene anche un autentico cammino di fede, di speranza, di carità e di accoglienza rinnovandola giorno per giorno.

Il primo passo da fare potrebbe essere quello di ritrovarsi e conoscersi con tutti coloro che dentro se stessi condividono queste aspirazioni; quindi passare alla costruzione vera e propria. Il ritrovarsi tutti insieme aiuterà a scoprire le capacità che ognuno possiede,  i desideri e la forza delle proprie motivazioni.

Raggiunta una buona armonia si passerà ad esaminare tutti i problemi pratici; i particolari, che qui sono stati volutamente lasciati da parte, risulteranno a seconda delle capacità e dei desideri di tutti.

CHE VE NE PARE?  E’UNA PROPOSTA TROPPO VECCHIA?  È AGGIORNABILE?